Usi l'intelligenza artificiale in azienda. Ma sapresti dimostrarlo?
L'AI Act è pienamente applicabile. Nessuno ti chiede di smettere di usare l'AI: ti chiede di sapere quali sistemi girano in azienda, chi li usa e per fare cosa. Se la risposta la devi ricostruire a memoria il giorno del controllo, sei già in ritardo.
35 mln €
Sanzione massima
7%
Del fatturato mondiale
Già in vigore
Divieti attivi da febbraio 2025
Quanto costanon averci pensato prima
Le sanzioni dell'AI Act non sono simboliche. Sono costruite sul modello del GDPR, quindi calcolate sul fatturato mondiale del gruppo e non sul bilancio della singola sede. Tre fasce, a seconda di cosa viene contestato.
fino a 35 mln €
oppure il 7% del fatturato mondiale annuo, si applica l'importo più alto
Pratiche vietate (art. 5)
È la fascia più pesante prevista dal Regolamento. Ci finisce chi usa l'AI per riconoscere le emozioni dei dipendenti sul posto di lavoro, per categorizzare le persone su base biometrica o per tecniche manipolative. Casi che in azienda capitano più spesso di quanto si creda, spesso senza saperlo.
fino a 15 mln €
oppure il 3% del fatturato mondiale annuo, si applica l'importo più alto
Obblighi disattesi
La fascia che riguarda la stragrande maggioranza delle imprese: obblighi di trasparenza ignorati, sistemi ad alto rischio usati senza sorveglianza umana, nessuna tracciabilità, nessuna documentazione. Non serve un incidente per essere sanzionati. Basta un controllo.
fino a 7,5 mln €
oppure l'1% del fatturato mondiale annuo, si applica l'importo più alto
Informazioni inesatte alle autorità
Se l'autorità chiede conto di come usate l'intelligenza artificiale e la risposta è incompleta, disordinata o ricostruita a posteriori, la sanzione scatta comunque. Qui il registro non è un adempimento burocratico: è la prova.
Sei una PMI? Non ti salva
Per le piccole e medie imprese il Regolamento prevede che si applichi il valore più bassotra la cifra fissa e la percentuale. Un correttivo di proporzionalità, non un'esenzione. Su un fatturato da 5 milioni il 7% fa 350.000 euro. Restano soldi veri.
In Italia chi controlla c'è già
Con la legge 132/2025 il nostro Paese ha designato AgID e ACN come autorità nazionali per l'intelligenza artificiale, accanto ai poteri che restano in capo al Garante privacy. La vigilanza non è un'ipotesi futura: è un assetto operativo.
Le scadenze, in ordine
Divieti e alfabetizzazione AI
Scattano le pratiche vietate (art. 5) e l'obbligo di formare chi usa l'AI per conto dell'azienda (art. 4).
Sanzioni e autorità di controllo
Diventa operativo il sistema sanzionatorio e prende forma la governance nazionale ed europea.
Applicazione generale
Obblighi di trasparenza (art. 50) e regole per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III pienamente esigibili.
Alto rischio nei prodotti regolamentati
Ultimo scaglione: sistemi AI incorporati in prodotti già soggetti a normativa di settore e modelli general purpose immessi prima dell'agosto 2025.
La buona notizia è che il primo passo è banale, e nessuno lo fa: scrivere nero su bianco quali sistemi AI usate e per cosa. Da lì in poi tutto il resto diventa gestibile.
Metti in regola la tua aziendaNon conta il software.Conta a cosa lo usi
Qui casca quasi tutti. Si guarda il tool e si prova a capire se è pericoloso, quando invece la norma guarda la finalità. ChatGPT che scrive due post per i social è rischio minimo, nessuno vi dirà niente. Lo stesso identico ChatGPT che filtra i curriculum diventa alto rischio: sorveglianza umana, log conservati, informativa ai candidati.
Cambia lo scopo, cambia tutto il quadro normativo. Ed è il motivo per cui un censimento fatto di fretta è peggio del non averlo: ti lascia convinto di essere a posto. La piattaforma parte dall'uso reale, assegna la categoria corretta e ti mostra da quale articolo deriva.
Esempio d'Uso e Classificazione
ChatGPT per Copywriting & Social
Rischio minimo / trascurabile. Nessun adempimento gravoso richiesto.
ChatGPT per Filtraggio CV & Selezione
Alto rischio (Titolo III). Richiede sorveglianza umana, log di tracciabilità e informativa ai candidati.
E poi c'è l'art. 4, quello che nessuno ha letto
Chiunque usi sistemi di AI per conto dell'azienda deve avere competenze sufficienti a capire cosa sta usando. Vale dal febbraio 2025, vale per tutti, e non prevede soglie dimensionali. Se il vostro reparto marketing usa strumenti generativi senza aver mai fatto un'ora di formazione tracciata, quel requisito oggi non è soddisfatto.
Cosa ti porti a casa
Non un corso, non un PDF di trecento pagine sul Regolamento. Uno strumento che trasforma l'AI Act in un processo aziendale che puoi gestire.
Classificazione automatica del rischio
Nessun bisogno di interpretare articoli complessi. Dichiari quali strumenti usate e per quale finalità: la piattaforma rileva in automatico la classe di rischio e mostra i relativi riferimenti normativi.
Piano d'azione per la conformità
Non solo un censimento passivo. Ricevi la lista chiara delle azioni operative da compiere per essere a norma, con alert immediati se un utilizzo ricade in alto rischio o tra le pratiche vietate.
Documentazione sempre tua
Esporti tutto in Excel in qualsiasi momento. Un archivio ordinato da conservare internamente, allegare alle gare d’appalto o mostrare a clienti e auditor.
Come funziona
Tre passaggi. La prima mappatura si chiude in una mattinata, poi si aggiorna man mano che entrano strumenti nuovi.
Abilitazione dell'accesso
Servizio dedicato ai clienti Loomya. Rispondi a poche domande sul contesto aziendale per configurare l'ambiente riservato della tua organizzazione.
Mappatura degli strumenti AI
Un percorso guidato e intuitivo. Seleziona i tool in uso dal nostro catalogo (con schede fornitore e tipologie precompilate) o inserisci le tue soluzioni custom.
Documento e piano operativo
Ottieni subito il documento ufficiale da conservare e il report di conformità. La piattaforma resta aggiornabile nel tempo per seguire l’evoluzione tecnologica della tua azienda.
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AccediCosa prevede il Regolamento UE
Il Regolamento ragiona per livelli di rischio. Più l'uso dell'AI incide sulle persone, più gli obblighi si fanno stringenti. Ecco i quattro punti che toccano quasi ogni impresa.
Alfabetizzazione AI
Chi impiega sistemi di intelligenza artificiale per conto dell'azienda deve assicurare che il proprio personale abbia competenze sufficienti per comprendere il funzionamento, i limiti e i rischi degli strumenti utilizzati.
Pratiche vietate
Sono vietati gli utilizzi dell'AI ritenuti a rischio inaccettabile. Tra questi rientrano la classificazione biometrica basata su dati sensibili, il riconoscimento delle emozioni nei luoghi di lavoro e i sistemi di manipolazione comportamentale.
Trasparenza operativa
È obbligatorio dichiarare esplicitamente quando si utilizzano sistemi AI che interagiscono direttamente con le persone o che generano e manipolano contenuti (come chatbot, testi, immagini o audio sintetici).
Governance per l'alto rischio
Per i sistemi impiegati in settori critici (es. selezione del personale, valutazione creditizia o gestione delle risorse) scattano requisiti severi: sorveglianza umana qualificata, conservazione dei log e documentazione tecnica.
Le domande che ci fanno sempre
Il registro è obbligatorio?+
Il Regolamento non impone a tutte le aziende un documento con questo nome. Impone di sapere cosa usate: competenza di chi lo usa (art. 4), trasparenza verso le persone (art. 50), e per l'alto rischio documentazione, log e sorveglianza umana. Tenere traccia in modo ordinato è il modo pratico di dimostrarlo. Chi non lo fa, quando gli viene chiesto, ricostruisce a memoria.
Vale anche per chi l'AI la usa e basta?+
Sì, ed è il punto che sfugge più spesso. Il Regolamento distingue il fornitore da chi impiega il sistema. Se in azienda girano ChatGPT, Copilot, un CRM con funzioni AI o un software di selezione del personale, siete deployer e avete obblighi vostri, diversi da quelli di chi ha costruito il modello.
Quanto tempo porta via?+
Dipende da quanti strumenti avete in casa. Con cinque o sei tool la prima compilazione sta dentro la mezz'ora. Dopo si aggiorna solo quando entra qualcosa di nuovo, e sono due minuti.
E se non lo facciamo?+
L'art. 99 prevede sanzioni fino a 35 milioni di euro o il 7% del fatturato mondiale annuo per le pratiche vietate, e fino a 15 milioni o il 3% per la violazione degli altri obblighi. Per le PMI si applica l'importo minore fra i due. Al di là della sanzione: un cliente o una gara d'appalto possono chiedervi conto molto prima di un'autorità.
Sostituisce un consulente legale?+
No. Lo strumento classifica e mostra su cosa si basa, così la conversazione con un legale parte da una fotografia già fatta invece che da zero. Sugli usi al confine dell'alto rischio la validazione di un professionista resta necessaria.
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